Infermiera sexy? Mi scuso

Ciao a tutti, sono Tiziano Contin, del terzo anno di Infermieristica di Padova.
Scrivo a tutti voi a proposito delle locandine relative alla FESTA UNIVERSITARIA DI INFERMIERISTICA E OSTETRICIA, nelle quali era raffigurata un’infermiera vestita, diciamo, da “sexy shop”…
Ci tengo molto a far sapere a tutti voi studenti che la raffigurazione in oggetto non è stata messa con intenti offensivi diretti alla professione infermieristica, e io, che sono lo studente che si è offerto volontario di fungere da collegamento tra voi miei colleghi e gli organizzatori della festa, mi voglio scusare personalmente e sinceramente per il disagio che l’immagine ha suscitato. Ci tengo molto che sappiate che il mio assenso a inoltrare tale immagine a voi miei colleghi è stato dato in buona fede, senza purtroppo pensare alle conseguenze che avrebbe potuto arrecare alla dignità della figura professionale.  
Colgo l’occasione per invitare chi volesse a discutere sull’accaduto e sull’importanza della dignità professionale di cui saremo presto diretti responsabili.
Grazie per l’attenzione, un abbraccio a tutti!

Tiziano

ps: ho provveduto a far rimuovere dagli organizzatori dell’evento le immagini sulla locandina e ogni riferimento sulla professione. Chi fosse a conoscenza di un link dove questi siano ancora presenti, prego di avvisarmi.

5 commenti to “Infermiera sexy? Mi scuso”

  1. Mi dispiace che sia successa sta cosa, sinceramente non ho mai recepito svilente o altro l’immagine della locandina, che ho trovato divertente tutto sommato, in fondo se non si impara a ridere un po’ di noi stessi….
    Trovo molto più svilente che viene posta un sacco di attenzione a sciocchezze come una locandina piuttosto di come è ridotto il corso di laurea, del fatto che noi studenti siamo trattati come delle bestie e non come persone, sembra quasi di vivere in uno stato di polizia e…. mi fermo qui che sennò parte la querela.

  2. l’immagine poteva anche essere considerata svilente, per carità. Ma che tutto diventi un enorme problema da punire, che si debba avere cent’occhi perchè ogni occasione è buona per recuperare informazioni, riprendere e ricattare gli studenti..questo si che è deprimente.

  3. Complimenti per questo blog!!

    Queste iniziative vanno pubblicizzate: ciò che si apprezza è lo stile e il tono con cui scrivete: sono narrati vissuti, esperienze e storie con quel pizzico di ilarità, sarcasmo e ironia capaci di catturare l’attenzione anche dei più incalliti, fondamentalisti e secolarizzati virtuosi della professione!!!!. La realtà della vita studentesca di questo corso va ri-conosciuta e fatta conoscere!! Cercate di crescere e non abbandonatelo dopo la laurea!

    Qualche nota in risposta alle moderate polemiche sulla locandina “sexnurse”: Non ho parole! Per i i commenti e le eccessive alzate di scudi (e lance) che vi sono state fatte. Purtroppo è decisamente più facile per alcuni polemizzare e fare sermoni su un manifesto, che fare una seria rivisitazione dei comportamenti etico-professionali (deontologici) di chi è (o dovrebbe essere) deputato alla formazione vera, fatta di modelli di riferimento, mettendo al primo posto la “persona”.

    Apprezzo la “manovra” di Tiziano: ritrattare non è vigliaccheria ma bensì saggezza. Ammiro e porto ad esempio la storica scelta di Galileo quando fu accusato di eresia e rischiava il rogo. Ritrattò la sua teoria sulla rotondità della terrà! Ma si salvò il culo! Tuttavia, pur comprendendo bene “l’innocenza” con cui è stata composta la locandina, forse perchè a vostra volta condizionati – inconsapevolmente da stereotipi sociali e retaggi cronici, difficilmente estirpabili, avete rischiato di alimentare l’assegnazione di simboli in controtendenza alla lotta di categoria per la rivendicazione di uno status sociale e professionale dell’infermiere che nonostante la crescita culturale della società continua a restare sempre troppo basso!

    A seguire, per meglio comprendere quanto affermo, rimando i lettori ad un interessante e moderato articolo della presidente dell’IPASVI, Annalisa Silvestro.

    Un caloroso in bocca al lupo per questa iniziativa e per lo studio (che … tuttavia… non va mai trascurato se si vuole crescere e “competere” in un contesto dove più che l’autorità, deve contare l’autorevolezza!

    P.B, Infermiere.

  4. Senza dubbio, con tempi biblici, avremo modo di vedere anche in Italia un infermiera più “professionale” e “dignitosa”. Ma sul termine dignità, che tanto è stato sbandierato e al quale si è fatto appello, forse si LO SI dovrebbe affrontare con maggiori argomentazioni.

    L’immagine poco considerata dell’infermiera continua ad essere mantenuta, non tanto per le fiction, per le ingenue locandine promosse in occasioni goliardiche da un gruppo di giovani studenti il cui obiettivo era solo quello di divertirsi, ma dai comportamenti, a dir poco deplorevoli di certi infermieri/e: stile e portamento poco elegante, parlata dialettale, scarsa capacità di argomentare e sostenere dibattiti clinici con rigore scientifico. Queste persone, molte purtroppo, continuano a offrire modelli professionali a studenti e utenti tali da non permettere la crescita dell’immagine e dello stile, anche a fronte di competenze indiscutibili e di grande valore oltre che di percorsi accademici. Allora, per favore, non strappiamoci ipocriticamente le vesti!

    Promuoviamo la consapevolezza del singolo stimolando l’autocritica e il confronto tra il modello ideale e quello reale dell’infermiere. Promuoviamo il rispetto per la persona, rivisitiamo il significato di professione di aiuto; rivediamo la morale personale per rafforzare l’etica (e la deontologia) professionale! Solo in questo modo la dignità intrinseca nella persona dell’infermiere potrà rinforzare la dignità professionale.

    D’altro canto, se è vero che la ‘dignità’ è connessa sia al fatto che l’uomo si differenzia dal resto della natura perché è l’unico animal rationale, sia al fatto che si differenzia da altri uomini per il ruolo attivo che egli svolge nella vita pubblica e che gli conferisce un particolare valore, allora le considerazioni fatte sopra trovano ragione. Nel primo senso, è la persona in quanto tale ad avere quella dignità che gli deriva in quanto uomo (e niente e nessuno la può ridurre o misconoscere in quanto ontologicamente fondata), nel secondo senso, dipende dalla posizione che egli ricopre nella scala gerarchica sociale. Quale posizione occupa l’infermiere nella scala gerarchica della nostra società? Secondo Cicerone, che per primo ha messo a fuoco entrambe le accezioni, questo significava che l’uomo che si abbandonasse al piacere dei sensi violerebbe la dignità della sua natura razionale, mentre la sua dignità personale scaturiva dalle azioni da lui compiute per il bene comune.
    Riflettiamo su queste note, per cercare di recuperare il vero significato di dignità legata alla professione dell’infermiere !!!

  5. Il risultato di tutto sto casino inutile è che si torna sempre lo stesso sui propri passi, si abbassa la testa per ogni cosa che viene propinata (anche la più becera e infame) e alla fine risulta che non siamo altro che un branco di pecore che per salvare il proprio fondoschiena (nulla di male in ciò, sia chiaro) è pronto a calarsi le braghe e mettersi a 90°.
    Sono profondamente schifato dalla situazione della nostra facoltà, che francamente non riesco neanche a definirla tale visto che il libero pensiero sembra sia stato bandito, chi la pensa “out” viene additato come untore e punito e il problema è che non c’è possibilità di replica, pena la neanche tanto remota probabilità di dover ripetere esami se va bene, l’anno intero se proprio si insiste.
    Questa non è l’università.
    Questo sistema andava bene forse ai tempi della cara Florence…
    Sta crescendo una generazione di infermieri in pre burnout, capaci solo di lasciatemi passare la citazione “credere obbedire combattere”.
    scusate il tono drastico ma sono proprio stanco (sarò già in burnout? odddiooooooooo!)
    peace & love

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