Studiare infermieristica a Padova: tirocinio tradizionale vs tirocinio normale.

Chiunque  venga interrogato sull’opinione che ha dell’organizzazione del proprio corso di laurea, qualunque esso sia,  avrà sempre da ridire..ma NOI studenti infermieri abbiamo un X FACTOR in più…il tanto temuto, amato e odiato..TIROCINIO!

Tirocinio però in attuale fase di discussione..chi infatti ha iniziato il corso di laurea nel 2008 a Padova si è imbattuto nel tirocinio sperimentale. Ma che vuol dire questa parolona “sperimentale”? Di certo incute una certa paura..ha proprio l’aria di essere un esperimento!

Ma partiamo dal principio: pareva che il vecchio sistema di tirocinio (tirocinio classico) non sfornasse infermieri abbastanza preparati, i quali arrivavano nei reparti completamente spaesati senza sapere nemmeno inserire un CVP a un paziente (almeno così ci dice)…si è deciso per questo di cambiare completamente il sistema in modo da far uscire dal corso dei neolaureati davvero preparati (o perlomeno questo è l’obiettivo). Una sicurezza in più per i tirocinanti stessi , per gli assistiti e per gli altri colleghi di reparto che dovranno spendere meno tempo per la formazione alla nuova risorsa.

Col tirocinio sperimentale gli studenti cominciano già dal gennaio del primo anno a fare tutto ciò che concerne le attività manuali,chiamate procedurre. Il fine è quello di raggiungere gli obiettivi che sono stati loro preposti e di prendere tante belle “C” di capace! In questo modo e con questo stimolo lo studente deve far di tutto per migliorarsi e riuscire a mettere in pratica ciò che gli è chiesto. Il tutto girando un sacco di reparti in modo da avere così avere una panoramica generale dei vari ambiti lavorativi. Ma le C non bastano… Al termine dell’anno accademico c’è un esame molto duro, il cosiddetto” esame di tirocinio” (con solo due appelli) in cui viene richiesto il razionale  teorico alla pratica e due procedure da eseguire praticamente su un manichino.

Quindi direi, indagando un po’l’opinione generale degli studenti: il grosso pro è che alla fine del primo anno si è già in grado di destreggiarsi benino su tutto ciò che concerne la pratica, il contro è che l’esame di tirocinio consta in soli due appelli, e se non si supera in questi due appelli si deve ripetere l’anno di tirocinio (ossia rimanere indietro). Questo è un po’ l’incubo di tutti gli studenti…che alla fìne del mese di settembre manifestano segni e sintomi evidenti di sindrome da stress acuto!!

Nel tirocinio classico invece le procedure pratiche sono “spalmate”nell’arco dei tre anni, non c’è l’esame di tirocinio e la valutazione si basa sull’analisi di un caso clinico, più l’andamento dello studente in reparto.  Viene molto più tenuto conto dell’andamento annuale del tirocinante, e questo arriva ne reparti avendo già il razionale teorico adeguato, cosa che nello sperimentale deficia, visto che spesso si arriva nelle U.O. dovendo ancora studiare le materie attinenti (per esempio si va in terapia intensiva il secondo anno, ma la teoria si farà al terzo)!

Il dibattito su quale sia il migliore è ancora aperto, e oltre che tra gli studenti anche tra gli infermieri c’è chi difende una causa e chi un’altra.

I primi figli del tirocinio sperimentale cominceranno a lavorare dopo il prossimo ottobre…quindi chi vivrà,vedrà..a breve l’ardua sentenza!

Giulia

One Comment to “Studiare infermieristica a Padova: tirocinio tradizionale vs tirocinio normale.”

  1. A quanto pare da questo nuovo anno accademico il tirocinio “sperimentale” non lo è più e diventa modello ufficiale per tutti coloro che bazzicano per la sede di Padova e, a breve, anche per i malcapitati delle sedi staccate.
    Scherzi a parte, io sono tra le persone che sostengono il tirocinio sperimentale. Il più grande pregio è, a mio avviso, l’aspetto formativo degli infermieri esperti che si preparano tramite corsi appositamente per noi studenti e lo fanno seguendo un unico modello. In questo modo siamo un po’ più protetti dall’opinionismo in materia di procedure e pratiche infermieristiche.
    Lo studente, invece, da sempre è un bravo studente se ha voglia di imparare e si butta con entusiasmo e coscienza nelle esperienze (lavorative e di studio). La differenza oggi è che il guinzaglio è più corto e coloro che tendono ad avere il “fondoschiena” pesante vengono inevitabilmente fatti avanzare a forza di tizzoni ardenti nel didietro (perdonate questa immagine…rende bene l’idea) e si evita in qualche occasione in più delle situazioni spiacevoli.
    Pertanto credo che una buona generazione di infermieri non dipenda da quanto severo e controllato sia il percorso…ma dalla qualità delle persone che lo intraprendono.
    Ci troviamo nel bel mezzo di un’era decisamente poco “pratica” e il lavoro che ci mette continuamente a confronto con situazioni da risolvere in modo pratico ci mettono in difficoltà. Ed ecco un nuovo tirocinio…che insegna ad essere un po’ alla vecchia maniera…in una professione che si rinnova alla velocità della luce, in cui teoria e pratica non possono che coesistere.
    Ciao.

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