Adesso basta.


Dopo l’ennesimo sguardo perplesso, mi sento in dovere di scrivere qualche riga a difesa di tutti coloro che fanno Scienze Infermieristiche.
Quante volte alla domanda “Cosa fai all’università?” abbiamo risposto “Infermieristica” e di tutta risposta è arrivato uno sguardo incredulo e la solita affermazione “Serve la laurea per fare l’infermiere?” . Troppe.
Ormai sono diversi anni che l’infermiere diventa tale solo dopo aver conseguito il titolo accademico e tuttavia si fatica a credere che serva davvero frequentare un corso di laurea per poter lavorare.
Dopo che passi quei secondi di immeritato imbarazzo e provi a spiegare cosa fai all’università, la persona che hai davanti se ne va più confusa di prima, borbottando che non serve a niente. Pazienza, pensi tu. Il problema è che il commento proviene da anziano, adulti e giovani. I tuoi coetanei per esempio, magari iscritti ad una facoltà diversa. Anche loro hanno esperienza di università, eppure non si capacitano nel credere che anche tu fai gli esami, e che molto spesso sono più articolati dei loro.
Capita spesso di carpire dai tuoi compagni di ateneo un senso di “snobbamento” per quello che studi e ancor peggio è sentire frasi del tipo: “Chi fa l’infermiere è perché non riesce ad entrare a Medicina”. Se solo qualcuno venisse ad assistere ad una nostra lezione, vedesse che esami dobbiamo preparare (anche 3-4-5 materie per dare un unico esame), ci vedesse durante il tirocinio, impegnati fisicamente e psicologicamente, tesi come corde di violino, in attesa come delle vedette. Forse capirebbe che la stessa tensione pre esame che può avere uno studente di economia, piuttosto che ingegneria ce l’abbiamo anche noi. Forse si arrabbierebbe con noi nel dover sopportare certi tipi di situazione, certe ingiustizie che silenziosamente metabolizziamo per il semplice fatto che non puoi permetterti di perdere un anno, come un qualsiasi studente che non vuole restare indietro con gli esami.
Forse la prossima volta che gli viene in mente un commento della serie “ Non serve una laurea per mettere due cerotti” ci penserebbe due volte.
Purtroppo paghiamo le conseguenze di essere un corso di laurea relativamente giovane, senza la tradizione e l’esperienza di altri corsi e questo ci penalizza nell’organizzazione. Dispiace e rattrista sentirsi considerati dall’immaginario collettivo come l’ultima ruota del carro.
Elisabetta

 

Qualche dato per capire l’estensione della facoltà di Scienze Infermieristiche SOLO riguardo all’Università degli studi di Padova: candidati ad entrare nel corso di laurea di infermieristica nell’anno accademico 2011/2012 (dati del 13 Settembre 2011):
Conegliano: 300 candidati per 70 posti
Feltre: 226 candidati per 80 posti
Mestre: 556 candidati per 100 posti
Mirano: 397 candidati per 80 posti
Montecchio Precalcino: 233 candidati per 80 posti
Padova: 1063 candidati per 118 posti
Da tenere in conto il fatto che l’università degli studi di Verona offre un CDL in scienze Infermieristiche con sedi  a Trento, Bolzano, Legnago, Verona e Vicenza. Un esercito di studenti “inutili”? Ci auguriamo non abbiate mai bisogno di noi..
 

One Comment to “Adesso basta.”

  1. Da 20 anni cerco di spiegare alla gente che fare l’infermiere non significa fare le punture e mettere 2 cerotti… Purtroppo non sono riuscito a cavare un ragno dal buco; per la gente, duole dirlo ma la colpa è esclusivamente degli stessi infermieri, siamo sempre degli spalatori professionali di merda.
    Se nascessi un’altra volta prenderei altre direzioni.

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