“År du sjuksköterska, ta chansenochkomframätikarriärenJ

 

Ebbene sì, questa frase, che tradotta significa “Se sei infermiere, cogli l’occasione e vieni a fare carriera”, la si può trovare in ogni metro del centro di Stoccolma. Vista con gli occhi di un italiano, consapevole di cosa voglia dire essere infermiere al giorno d’oggi in Italia, fa un certo che, diciamo pure che stupisce. Il punto è che qui l’infermiere è considerato una figura professionale di rilievo, competente nel suo campo e per questo indipendente. Tanto per farvi capire.. Il corso di laurea dura tre anni come in Italia e una volta laureati si può iniziare a lavorare in reparti di medicina o chirurgia, ma si può anche decidere di specializzarsi, studiando un altro o più anni, per diventare infermiere di terapia intensiva, district nurse, stroke nurse, infermiere pediatrico, ostetrica, e chi più ne ha più ne metta. L’anno di specializzazione ti permette, detto con franchezza, di guadagnare molti più soldi e di essere sempre più autonomo. In terapia intensiva ad esempio è l’OSS che si dedica all’igiene, controlla i parametri vitali, somministra la terapia per sonda e aspira il paziente quando vuole, mentre l’infermiere, che ha due pazienti, si occupa di valutare il loro stato generale, di cambiare se necessario i valori della ventilazione, di somministrare boli di sedazione e certa terapia endovenosa anche senza consultare il medico. La district nurse invece è un’infermiera che lavora in un distretto, ossia ogni giorno riceve nel suo ufficio personale pazienti di qualsiasi tipo (da diabetici e ipertesi a pazienti con piaghe da decubito o con problemi psico-sociali) prendendo indipendentemente qualsiasi decisione di tipo infermieristico e seguendoli per tutto il periodo necessario. Il paziente da suo canto chiede informazioni rispettando e stimando la figura che ha di fronte, senza dubitare della professionalità di questa e delle decisioni prese e senza mai esigere il parere di un medico.

Argomento forse più interessante, e per il quale siamo letteralmente derisi dagli infermieri svedesi, è il rapporto medico-infermiere. Qui a Stoccolma il medico si presenta per nome e addirittura pretende di essere chiamato così (un esempio.. il primario dell’ultimo reparto ci ha chiesto di chiamarlo per soprannome!). Chiede costantemente consigli e pareri agli infermieri che partecipano sempre a riunioni giornaliere con i medici proponendo idee e cambiamenti per i pazienti in carico. In Italia invece nella maggior parte dei casi la situazione è un po’ differente, no? L’infermiere italiano forse è troppo impegnato nel fare cose pratiche (anche perchè spesso non potrebbe fare altrimenti); ad oggi parecchi reparti gestiscono l’assistenza per compiti perdendo così l’opportunità di avere un’idea completa dello stato di salute del paziente e con questo una propria visione critica e una proprio autonomia. Forse con essa deriverebbe un po’ più di rispetto? Se si sfruttassero al meglio le conoscenze e la visione globale e sempre aggiornata dell’infermiere, che possono veramente diventare utili e a volte fondamentali, probabilmente la stessa idea che le persone hanno dell’infermiere potrebbe cambiare, passando da quella di un semplice esecutore a quella di una figura professionale capace di valutare, pensare criticamente e quindi prendere decisioni. Questo è sicuramente uno dei motivi per cui la Svezia è considerata “avanzata” dal punto di vista infermieristico.

Se vogliamo trovare una pecca, perché lo sappiamo che state pensando che non può essere tutto perfetto, si può dire sicuramente che più ci si specializza più si perde il contatto con il paziente, poiché  bisogna farsi carico di cose più organizzative, tralasciando la diretta assistenza di base.

Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma dovendo concludere volevamo assolutamente riportare un’altra frase che ci ha colpite e che sta facendo il giro di Stoccolma negli ultimi mesi: “Inte under 24000”. Questa è la protesta che gli studenti di infermieristica stanno portando avanti da un po’ e che si riferisce al patto di non accettare il primo incarico da infermiere per meno di 24000 SEK di stipendio al mese (precisamente 2668.51€!!!). Questo patto li vede uniti sotto uno stesso ideale e obiettivo. E forse non ci crederete ma sembra stia funzionando!! Infatti se il governo non accettasse, nel giro di pochi mesi, con il pensionamento di molti infermieri, i reparti si troverebbero senza personale (che già è considerato scarso). Detto questo ci viene da pensare a una cosa: in Italia siamo molto bravi a lamentarci, e a scovare cose che non funzionano; ma stiamo davvero facendo qualcosa per cambiare la situazione o sono solo tante parole al vento?

 

 

Vanessa, Giorgia e Ambra

3 commenti to ““År du sjuksköterska, ta chansenochkomframätikarriärenJ”

  1. Avendo lavorato come TSRM in Svezia per molti anni posso confermare il tutto …in piu per essere asssunti fai un colloquio diretto e non uno stupido concorso molte volte ” manipolato ” …durante i primi 6 mesi d inserimento sei veramente valutato ma allo stesso l i ospedale dimostra d interessarsi a te quanto individuo chiedendoti effettivamente …non c e assolutamennte nessun tipo di suddivisione per caste …tutti insieme con scopo primario :il bene del paziente … Il lavoratore e’ portato a condividere le proprie conoscenze,le pr oprie esperienze con gli altri colleghi senza creare invidie ,inutili presunzioni…non ci sono .scatti di carriera in base agli anni d anzianita ma in base agli obbiettivi che realmente il singolo lavoratore raggiunge durante l ‘ anno a scapito dei fancazzisti, che occupano un posto passivamente …ambiente di lavoro interamente improntato all ‘ ergonomicita’ :scrivanie,sedie,sale relax …ovviamente il lato negativo .i colleghi TSRM non godono del ” 15″ giorni di recupero biologico annuale, non c e la tredicesima, non c e la liquidazione …io nel 2008 prendevo attorno ai 2200 euro netti mensili con picchi che arrivavano ai 2600- 2800 considerato che in Svezia gli straordinari vengono pagati il giusto e non come da noi 16 euro lordi tanto per fare un esempio …

  2. Salve a tutti, articolo molto interessante. fra 6 giorni mi laureo in infermieristica, intenzionata ad andar via, me la cavo bene con inglese, tedesco e francese. Sapreste indicarmi dei contatti per capire come propormi in Svezia? Viviana

  3. Hi there mates, its wonderful article regarding tutoringand entirely explained, keep it up all
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