Nursing e transizione. Considerazioni personali

Qualche giorno fa mi è capitata una cosa interessante, che mi ha offerto diversi spunti di riflessione e che mi piacerebbe condividere. Da qualche tempo una cara amica ha deciso che non si riconosceva più nel suo sesso biologico, quello femminile, e che per stare bene e sentirsi sé stessa voleva diventare un maschio. Ha scelto quindi un nome da uomo ed ha iniziato il processo di transizione ormonale. L’altro giorno mi ha chiamato al telefono: “ciao Laura, sono Marco, avrei bisogno di un favore, ti ricordi che ne avevamo parlato?”. “Marco chi scusa?” gli ho risposto. Era un po’ che non lo sentivo e la voce sta cambiando, non l’avevo riconosciuto. Dopo essermi scusata per la gaffe, mi sono fatta spiegare: gli serviva un aiuto per un iniezione intramuscolo di testosterone, l’ultima volta il suo medico di base gli aveva fatto  un male boia facendo scendere il farmaco, molto oleoso, troppo velocemente. “Certo” gli ho risposto, “quando ci vediamo?” “Stasera va bene? Vieni anche a cena?””Ok, perfetto”.

Vorrei fugare subito qualche dubbio che ci potrebbe porre, prima di proseguire. Non sto raccontando questa storia per proporre qualcosa di pruriginoso, interessante perché in qualche modo “sconcio” perché ha a che fare con la sessualità. Mi propongo piuttosto di aprire uno scorcio su una situazione inedita che mi ha offerto un nuovo punto di vista e che credo potrebbe capitare a chiunque. Proseguiamo.

 Sono andata a casa sua e abbiamo fatto sta benedetta iniezione. Premesso che conosco questa persona da quasi dieci anni, ed è un amico, il fatto di non vederla da un po’ e sapendo della transizione in atto mi aveva portato a pormi delle domande su come avrei reagito e se sarebbe cambiato il mio modo di relazionarmi con lui. Mi metteva ansia l’idea di sbagliare e declinare al femminile invece che al maschile, di ferirlo, di essere in qualche modo a disagio e che lui capisse questo mio stato d’animo, che percepisse che qualcosa era cambiato tra noi per via del cambio di sesso.

Qualcosa tra noi è cambiato, ma non in negativo. L’amicizia è la stessa, forse più forte adesso che condividiamo un iniezione intramuscolo e diverse cose dette aspettando che (lentamente) il farmaco oleoso scendesse.  Mi sono resa conto che il mio modo di relazionarmi con lui è quello che avrei con un uomo, adesso, e questo probabilmente cambia in qualche modo il rapporto, come sappiamo essere diverse le relazioni tra uomo e donna, rispetto che tra due donne. Per quanto riguarda il resto, tutto mi è sembrato così naturale e “solito” da lasciarmi stupita. Forse quando vedi che una persona è felice per la scelta che ha fatto e che finalmente la sta conducendo a essere più simile a come vorrebbe essere, ogni altra considerazione diventa inutile. Sarò banale nel dire che mi sono sentita parte di qualcosa di bello e confidenziale, mi è piaciuto.

Prima di andare via, dopo un bicchiere di vino, Marco mi ha raccontato che deve andare ogni mese a farsi un prelievo per verificare che il livello di testosterone nel sangue rimanga adeguato perché la virilizzazione possa avvenire. Il riconoscimento al prelievo pone sempre dei problemi perché se a tutti i fatti lui è Marco e sembra Marco, per la sua carta d’identità è ancora Maria, femmina. L’ultima volta c’era una infermiera di origine africana, al tavolo dei prelievi. Nel laboratorio dove va lui si fanno più prelievi nella stessa stanza, con poca privacy. La ragazza ha guardato la carta d’identità, ha guardato lui, ha visto le differenze nelle due identità, quella “istituzionale” e quella “vera”. Gli ha mostrato l’etichetta sulla provetta, si è avvicinata e a sussurrato: “ E’ giusto il nome?” “Si ” le ha detto lui, e hanno fatto il prelievo. “E’ stata troppo carina”, mi ha detto Marco.  Mi sono sentita orgogliosa di quell’infermiera.

Laura

Il blog è stato abbandonato per un po’, mancanza di tempo e motivazione, poca collaborazione. Ci sono ricapitata e ho trovato novanta commenti tra inglese ed italiano di persone che ringraziavano per le informazioni trovate e che esortavano a continuare. Ho trovato qualche proposta di collaborazione. Penso valga la pena di ritentare, proviamo. Ben tornati.

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