Archive for ‘Parlano di noi’

aprile 29, 2012

Cronache marziane: i miei primi mesi come infermiera

Voglio essere sincera e non fare critiche distruttive che non servono a niente a fanno solo alzare la pressione del sangue e aumentano la secrezione di acidi gastrici. No. Voglio raccontarvi un’esperienza, la mia, dopo quasi due mesi di lavoro come infermiera, la professione che ho scelto e che (visti i tempi) ho la fortuna di esercitare. L’inizio, sono onesta, è stato dei più traumatici: nessuno mi aveva detto cosa avrei trovato. Certo ero consapevole che sabato,domeniche e feste varie le avrei passate in reparto e questo non è mai stato un problema per me. Certo mi rendevo conto che era finito il tempo in cui,da studente, avevo le “spalle coperte” dall’infermiere che mi seguiva. Certo sapevo che mi era richiesta professionalità, impegno e una certa velocità nell’adattarmi e imparare. Quello che non era certo, e che non immaginavo era che sarei stata l’infermiera di 70 pazienti su tre piani contemporaneamente. Bella bomba di notizia!

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febbraio 27, 2012

Cambiare si può (anche se non è facile)

Stiamo ormai per finire le lezioni teoriche, a Padova. Si avvicina la sessione d’esame e comincio (già in ritardo) a sfogliare il libro di Teoria e Filosofia del Nursing. L’esame sembra tosto e voci degli studenti degli anni scorsi non dicono diversamente; la materia a tratti è ostica, occorre ripescare concetti di filosofia che non vedevo dal liceo, il tempo per farlo dov’è?

Ma c’è un motivo in più perchè mi risulta difficile studiare l’argomento. Il professore ci ha parlato di un tipo di infermiere che io, nella mia esperienza, ho visto molto di rado. Un infermiere che valuta, pianifica, decide cosa, come e se fare qualcosa. Cosciente del proprio ruolo, esperto della disciplina, consapevole. Non qualcuno preda del tempo insufficiente, delle decisioni altrui, di un’organizzazione carente se non a volte addirittura criminale che lo costringe a correre come un pazzo per tutto il turno, a quasi non guardare in faccia al paziente, a scrollare le spalle disilluso e arrabbiato al sentir parlare di un’altra infermieristica possibile.

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gennaio 2, 2012

Infermiera neolaureata:lavoro cercasi

Infermieri neolaureati seguono il destino di tanti colleghi di altre facoltà. Intervistiamo una ragazza che ci descrive la sua situazione a neanche tre mesi dalla laurea:

–          Ciao. Hai concluso la tua formazione universitaria vero?

–          Sì. Mi son laureata due mesi fa ormai, 101, voto d’uscita.

–          È stato difficile?ci racconti un po’ come funziona la laurea in scienze infermieristiche. Come sa molta gente non è conoscenza che esiste un percorso universitario per gli infermiere e anche se lo sa non ne conosce la struttura.

–          Bene. Allora, per quanto riguarda la parte della laurea, funziona così: dopo aver presentato tutti i documenti utili alla domanda di laurea ci si prepara all’esame di abilitazione, che indicativamente avviene dieci giorni prima dell’apertura della sessione di discussione di tesi. L’esame verte su una serie di piccoli casi clinici, situazioni che puoi incontrare nella realtà sanitaria, sia essa ospedaliera, di pronto intervento o domiciliare. Le domande sono relative alle competenze che un infermiere deve possedere, non solo pratiche, ma anche di ragionamento critico e decisionale. Inutile dire che i casi spaziano su tutti i campi in cui può trovarsi a lavorare questo professionista: area critica, geriatrica, pediatrica, ginecologica,medica, chirurgica ecc.. La preparazione perciò deve essere a 360 gradi. Dopo questo esame che viene corretto in breve tempo, l’iter segue quello di qualsiasi altra facoltà. Ognuno ha la sua data di discussione. Dopo la tesi,ci si iscrive al collegio IPASVI, o almeno io ho fatto così, e si tengono d’occhio i concorsi pubblici e le offerte di lavoro.

–          Con la carenza d questa figura immagino che di posti ne avrai trovati a bizzeffe.

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dicembre 20, 2011

Natale in corsia

Periodo di Natale, luci dappertutto…amiche che ti chiamano e ti dicono “allora i regali? Quanti ne hai fatti? A chi? A quello glielo fai?io ho comprato questo, questo, quest’altro…”

Già al secondo regalo dell’elenco la mia mente aveva chiuso la porta a quella voce che parlava e pensava ai malati, a quello che è morto il giorno prima, al ragazzino ustionato che passa i mesi su un letto d’ospedale con gli addobbi natalizi appesi sopra, all’anziano malinconico ricoverato a centinaia di km dalla sua città che ti regala un sorriso, nonostante la sua solitudine.

Certo è giusto pensare alle cose belle, quelle della vita normale….come è giusto fare dei doni alle persone che ci stanno a cuore.

..Però basta che non diventi un problema! Un argomento di fondamentale importanza!

E’ vero che noi infermieri saremo destinati a lavorare a Natale, a Capodanno, a Pasqua….ma è così male poi? Puoi affrontare le feste sia con la tua famiglia  che più tardi in reparto: mattina, pomeriggio o notte che sia…sotto un altro punto di vista! Non è poi così brutto se ci pensi…c’è tanta gente che anche in quei giorni ha bisogno di te!

..E soprattutto ci salva da questa contagiosa e  fantomatica angoscia festaiola per i mille regali di Natale! Giulia

dicembre 18, 2011

L’infermiera di profumeria.

Parto dal principio quando alla fine del liceo ho dovuto scegliere che facoltà intraprendere:

non ero una di quelle che va dicendo: “fare l’infermiera è sempre stato il mio sogno…”. A 19 anni non sapevo cosa volevo fare nella vita come non lo so bene ora.

Ero però sicura di due cose: numero A: dopo l’università volevo un lavoro sicuro e B: volevo lavorare con le persone e per le persone.

Già con il numero A avevo escluso il 90% dei corsi di laurea… inutile elencare tutte le facoltà italiane che sfornano ogni semestre montagne di laureati destinati a diventare commessi, operai e nella migliore delle ipotesi precari. Le materie umanistiche son sempre state la mia grande passione, ma studiare “per la gloria” non mi andava. Eliminate poi le varie ingegnerie, architetture che prevedono un futuro dietro una scrivania al computer (e un sacco di esami di matematica)… eccola lì. Rimane Medicina e Chirurgia!

Dopo una seconda attenta scrematura fatta valutando la mia indole mi son decisa: INFERMIERISTICA!

Poi si sa… gli infermieri non fanno nemmeno in tempo a laurearsi che trovano subito lavoro! Conoscevo tanti ragazzi che si erano laureati in infermieristica e dopo qualche settimana avevano già un contratto! C’è scritto anche nel libretto per l’Orientamento allo Studio: “Nelle strutture sanitarie per l’infermiere si prevedono buone prospettive di impiego”.

Avrei dovuto rinunciare a fare carriera, è vero…se sei infermiere resti infermiere, anche se ti specializzi e diventi esperto il tuo lavoro rimane sempre lo stesso e lo stipendio pure. Ma in cambio avrei avuto un lavoro sicuro, una divisa bianca e l’odore di disinfettante degli ospedali che mi ha sempre ammaliato…e persone che mi emozionano.

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settembre 14, 2011

TGR Veneto 13/09/2011- Troppi Infermieri in Veneto.. o no?

Ecco il link del TgR Veneto del 13/09/2011: all’interno il servizio sui presunti tagli agli infermieri con il commento dell’assessore regionale alla Sanità Coletto.

TgR veneto 13/09/2011

settembre 12, 2011

E nei quiz di “Professioni Sanitarie” spunta la Grattachecca di Sora Maria – da Repubblica.it

Nei pressi del noto Liceo Tacito di Roma si trova la “grattachecca di Sora Maria”, molto nota tra i giovani romani. Sapresti indicare quali sono i gusti tipici serviti? Menta, limone, amarena, cioccolato…”.

No, non è uno dei tanti quiz in voga nei disco-pub della capitale, ma una delle 80 domande che componevano il test di ingresso al corso di laurea in professioni sanitarie dell’università La Sapienza di Roma, che si è svolto questa mattina in un’aula della clinica pediatrica del Policlinico Umberto I. Facile immaginare la faccia delle aspiranti matricole quando dopo un quesito sulla fotosintesi, uno sulla formula del carbonio e l’onnipresente Leopardi, è arrivata la granita – la grattachecca, appunto – di Sora Maria, che notoriamente riscuote un meritato successo tra giovani e non di una delle zone della capitale, ma che molto ben difficilmente si può far rientrare nell’ambito delle cosiddette domande di cultura generale. Che, per la cronaca, si muovevano tra Dan Brown e il Codice Da Vinci, Vasco Rossi e le sue canzoni, Mussolini prigioniero sull’isola di Ponza, Clinton e lo scandalo Lewinsky, La Gioconda e Peter Pan.

E poi, vi immaginate la reazione degli studenti provenienti da Genova, Bari, Ancona, o magari anche solo da Tivoli o da altri quartieri romani, che per loro sfortuna non hanno mai avuto il piacere di gustare la tanto acclamata specialità capitolina?

E su Facebook, in poche ore centinaia di commenti, molti divertiti altri un po’ meno: “E’ assurdo che mettano una domanda del genere in un test di medicina! Non è cultura generale… non posso essere giudicato in base alla mia conoscenza dei paninari e grattacheccari di Roma!!!”. “Concordo con te, l’ho pensato anch’io che è un’ingiustizia. Pensa che non so manco cos’è Sora Maria… dopo me lo hanno spiegato delle ragazze romane…”. “Ma poi quale erano i gusti tipici???”. “Era Limoneeeeee!!!”.

Articolo su Repubblica.it

settembre 12, 2011

La Regione: troppi infermieri duemila posti sono a rischio – Il mattino di Padova

La sanità padovana da anni piange la carenza cronica di infermieri, tanto che i neolaureati non fanno nemmeno in tempo a discutere la tesi che già sono cooptati nelle corsie degli ospedali. Secondo i calcoli delle aziende sanitarie, oggi ne mancano all’appello almeno un migliaio. Eppure uno studio della Regione Veneto sostiene che, in città, ci sia un esubero di questa figura professionale che supera addirittura le duemila unità. Un esempio? Se oggi in un reparto di Medicina con trenta posti letto lavorano 14 infermieri, per Palazzo Balbi ne potrebbero essere sufficienti solo 11. «Qualora fossero applicati, questi standard comporterebbero una riduzione fino al 25 per cento degli organici attuali», attacca Fabio Castellan, presidente dell’Ordine degli infermieri della Provincia di Padova. «Se le aziende saranno costrette ad applicare il modello lombardo, non solo si dovrà provvedere a mettere in mobilità il personale in esubero, magari verso altre regioni che stanno potenziando l’assistenza infermieristica, ma si verificherà anche un taglio netto all’assistenza nelle corsie degli ospedali. Sarà il malato a pagarne le conseguenze: non gli resterà che ricorrere agli infermieri a pagamento». L’Ordine degli infermieri è già sceso sul piede di guerra: «È incredibile come di fronte a un piano socio sanitario nuovo di zecca si vogliano utilizzare vecchi parametri per calcolare il fabbisogno di personale infermieristico. Esprimo il disagio dell’intera categoria – dichiara – davanti a calcoli che si basano su un modello assistenziale applicato in Lombardia nel lontano 1998. È di fondamentale importanza aprire un tavolo di confronto», osserva Castellan. «Con duemila infermieri in meno nella nostra provincia, quando ne servirebbero invece mille in più, il servizio non potrà che subire una grave penalizzazione». Castellan prevede un futuro a tinte fosche: «Avremo in una sola corsia – afferma il presidente – trenta pazienti con due soli infermieri. Sarà pressoché impossibile mantenere gli attuali livelli di assistenza. Noi sosteniamo che occorre ridefinire l’intero impianto assistenziale, individuare gli obiettivi da raggiungere e i livelli di assistenza da erogare alle persone che accedono al Sistema sanitario regionale. Una corretta valutazione del fabbisogno di personale infermieristico deve tenere conto che un’assistenza infermieristica efficace, qualificata e personalizzata si basa sulla pianificazione delle tipologie d’intervento».

luglio 12, 2011

Rap infermieristico!

giugno 21, 2011

Anche l’infermiere paga la “colpa medica”, da Il sole 24 ore

Anche l’infermiere è responsabile penalmente per “colpa medica”. Anche a lui spetta un ruolo nella tutela della salute del paziente, un ruolo cautelare, per esempio, per quanto riguarda il controllo del decorso postoperatorio e sulla convalescenza.

La Corte di cassazione (quarta sezione penale, sentenza n. 24573, depositata ieri) ha così annullato la pronuncia con cui il Gup aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di alcuni medici accusati dalla famiglia di un paziente di avere sottovalutato le condizioni di un familiare che, ricoverato d’urgenza dopo un incidente di moto, era dopo pochi giorni deceduto.
documenti

Cassazione – Sentenza n. 24573/11

Alla base del proscioglimento, almeno per gli infermieri, c’era la considerazione per cui le funzioni di ausiliari del personale medico escludono che gli infermieri possano avere una propria autonomia di valutazione sulla verifica della compatibilità del quadro clinico del paziente con l’intervento e le cure dei medici. Insomma, gli infermieri, in punta di diritto, ma anche di fatto, per il Gup non rivestono una tipica posizione di garanzia.

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