Posts tagged ‘infermiere’

maggio 15, 2012

“År du sjuksköterska, ta chansenochkomframätikarriärenJ

 

Ebbene sì, questa frase, che tradotta significa “Se sei infermiere, cogli l’occasione e vieni a fare carriera”, la si può trovare in ogni metro del centro di Stoccolma. Vista con gli occhi di un italiano, consapevole di cosa voglia dire essere infermiere al giorno d’oggi in Italia, fa un certo che, diciamo pure che stupisce. Il punto è che qui l’infermiere è considerato una figura professionale di rilievo, competente nel suo campo e per questo indipendente. Tanto per farvi capire.. Il corso di laurea dura tre anni come in Italia e una volta laureati si può iniziare a lavorare in reparti di medicina o chirurgia, ma si può anche decidere di specializzarsi, studiando un altro o più anni, per diventare infermiere di terapia intensiva, district nurse, stroke nurse, infermiere pediatrico, ostetrica, e chi più ne ha più ne metta. L’anno di specializzazione ti permette, detto con franchezza, di guadagnare molti più soldi e di essere sempre più autonomo. In terapia intensiva ad esempio è l’OSS che si dedica all’igiene, controlla i parametri vitali, somministra la terapia per sonda e aspira il paziente quando vuole, mentre l’infermiere, che ha due pazienti, si occupa di valutare il loro stato generale, di cambiare se necessario i valori della ventilazione, di somministrare boli di sedazione e certa terapia endovenosa anche senza consultare il medico. La district nurse invece è un’infermiera che lavora in un distretto, ossia ogni giorno riceve nel suo ufficio personale pazienti di qualsiasi tipo (da diabetici e ipertesi a pazienti con piaghe da decubito o con problemi psico-sociali) prendendo indipendentemente qualsiasi decisione di tipo infermieristico e seguendoli per tutto il periodo necessario. Il paziente da suo canto chiede informazioni rispettando e stimando la figura che ha di fronte, senza dubitare della professionalità di questa e delle decisioni prese e senza mai esigere il parere di un medico.

read more »

Annunci
febbraio 13, 2012

L’infermiera di pronto soccorso

gennaio 2, 2012

Infermiera neolaureata:lavoro cercasi

Infermieri neolaureati seguono il destino di tanti colleghi di altre facoltà. Intervistiamo una ragazza che ci descrive la sua situazione a neanche tre mesi dalla laurea:

–          Ciao. Hai concluso la tua formazione universitaria vero?

–          Sì. Mi son laureata due mesi fa ormai, 101, voto d’uscita.

–          È stato difficile?ci racconti un po’ come funziona la laurea in scienze infermieristiche. Come sa molta gente non è conoscenza che esiste un percorso universitario per gli infermiere e anche se lo sa non ne conosce la struttura.

–          Bene. Allora, per quanto riguarda la parte della laurea, funziona così: dopo aver presentato tutti i documenti utili alla domanda di laurea ci si prepara all’esame di abilitazione, che indicativamente avviene dieci giorni prima dell’apertura della sessione di discussione di tesi. L’esame verte su una serie di piccoli casi clinici, situazioni che puoi incontrare nella realtà sanitaria, sia essa ospedaliera, di pronto intervento o domiciliare. Le domande sono relative alle competenze che un infermiere deve possedere, non solo pratiche, ma anche di ragionamento critico e decisionale. Inutile dire che i casi spaziano su tutti i campi in cui può trovarsi a lavorare questo professionista: area critica, geriatrica, pediatrica, ginecologica,medica, chirurgica ecc.. La preparazione perciò deve essere a 360 gradi. Dopo questo esame che viene corretto in breve tempo, l’iter segue quello di qualsiasi altra facoltà. Ognuno ha la sua data di discussione. Dopo la tesi,ci si iscrive al collegio IPASVI, o almeno io ho fatto così, e si tengono d’occhio i concorsi pubblici e le offerte di lavoro.

–          Con la carenza d questa figura immagino che di posti ne avrai trovati a bizzeffe.

read more »

dicembre 21, 2011

Perle di reparto 1.1

h 1.30, Infermiera: “Signora lei ha 264 di glicemia”

Paziente:”Miiiinchia!”

dicembre 20, 2011

Natale in corsia

Periodo di Natale, luci dappertutto…amiche che ti chiamano e ti dicono “allora i regali? Quanti ne hai fatti? A chi? A quello glielo fai?io ho comprato questo, questo, quest’altro…”

Già al secondo regalo dell’elenco la mia mente aveva chiuso la porta a quella voce che parlava e pensava ai malati, a quello che è morto il giorno prima, al ragazzino ustionato che passa i mesi su un letto d’ospedale con gli addobbi natalizi appesi sopra, all’anziano malinconico ricoverato a centinaia di km dalla sua città che ti regala un sorriso, nonostante la sua solitudine.

Certo è giusto pensare alle cose belle, quelle della vita normale….come è giusto fare dei doni alle persone che ci stanno a cuore.

..Però basta che non diventi un problema! Un argomento di fondamentale importanza!

E’ vero che noi infermieri saremo destinati a lavorare a Natale, a Capodanno, a Pasqua….ma è così male poi? Puoi affrontare le feste sia con la tua famiglia  che più tardi in reparto: mattina, pomeriggio o notte che sia…sotto un altro punto di vista! Non è poi così brutto se ci pensi…c’è tanta gente che anche in quei giorni ha bisogno di te!

..E soprattutto ci salva da questa contagiosa e  fantomatica angoscia festaiola per i mille regali di Natale! Giulia

dicembre 18, 2011

L’infermiera di profumeria.

Parto dal principio quando alla fine del liceo ho dovuto scegliere che facoltà intraprendere:

non ero una di quelle che va dicendo: “fare l’infermiera è sempre stato il mio sogno…”. A 19 anni non sapevo cosa volevo fare nella vita come non lo so bene ora.

Ero però sicura di due cose: numero A: dopo l’università volevo un lavoro sicuro e B: volevo lavorare con le persone e per le persone.

Già con il numero A avevo escluso il 90% dei corsi di laurea… inutile elencare tutte le facoltà italiane che sfornano ogni semestre montagne di laureati destinati a diventare commessi, operai e nella migliore delle ipotesi precari. Le materie umanistiche son sempre state la mia grande passione, ma studiare “per la gloria” non mi andava. Eliminate poi le varie ingegnerie, architetture che prevedono un futuro dietro una scrivania al computer (e un sacco di esami di matematica)… eccola lì. Rimane Medicina e Chirurgia!

Dopo una seconda attenta scrematura fatta valutando la mia indole mi son decisa: INFERMIERISTICA!

Poi si sa… gli infermieri non fanno nemmeno in tempo a laurearsi che trovano subito lavoro! Conoscevo tanti ragazzi che si erano laureati in infermieristica e dopo qualche settimana avevano già un contratto! C’è scritto anche nel libretto per l’Orientamento allo Studio: “Nelle strutture sanitarie per l’infermiere si prevedono buone prospettive di impiego”.

Avrei dovuto rinunciare a fare carriera, è vero…se sei infermiere resti infermiere, anche se ti specializzi e diventi esperto il tuo lavoro rimane sempre lo stesso e lo stipendio pure. Ma in cambio avrei avuto un lavoro sicuro, una divisa bianca e l’odore di disinfettante degli ospedali che mi ha sempre ammaliato…e persone che mi emozionano.

read more »

dicembre 14, 2011

Perle di reparto 1.0

h 2.00 am: ora dei controlli …. “Infermiera! C’è un bambino sotto il mio letto!”
“Ehm, sono io l’infermiera, salve!… Stavo controllando la sua diuresi, continui a riposare!”

settembre 14, 2011

TGR Veneto 13/09/2011- Troppi Infermieri in Veneto.. o no?

Ecco il link del TgR Veneto del 13/09/2011: all’interno il servizio sui presunti tagli agli infermieri con il commento dell’assessore regionale alla Sanità Coletto.

TgR veneto 13/09/2011

settembre 12, 2011

La Regione: troppi infermieri duemila posti sono a rischio – Il mattino di Padova

La sanità padovana da anni piange la carenza cronica di infermieri, tanto che i neolaureati non fanno nemmeno in tempo a discutere la tesi che già sono cooptati nelle corsie degli ospedali. Secondo i calcoli delle aziende sanitarie, oggi ne mancano all’appello almeno un migliaio. Eppure uno studio della Regione Veneto sostiene che, in città, ci sia un esubero di questa figura professionale che supera addirittura le duemila unità. Un esempio? Se oggi in un reparto di Medicina con trenta posti letto lavorano 14 infermieri, per Palazzo Balbi ne potrebbero essere sufficienti solo 11. «Qualora fossero applicati, questi standard comporterebbero una riduzione fino al 25 per cento degli organici attuali», attacca Fabio Castellan, presidente dell’Ordine degli infermieri della Provincia di Padova. «Se le aziende saranno costrette ad applicare il modello lombardo, non solo si dovrà provvedere a mettere in mobilità il personale in esubero, magari verso altre regioni che stanno potenziando l’assistenza infermieristica, ma si verificherà anche un taglio netto all’assistenza nelle corsie degli ospedali. Sarà il malato a pagarne le conseguenze: non gli resterà che ricorrere agli infermieri a pagamento». L’Ordine degli infermieri è già sceso sul piede di guerra: «È incredibile come di fronte a un piano socio sanitario nuovo di zecca si vogliano utilizzare vecchi parametri per calcolare il fabbisogno di personale infermieristico. Esprimo il disagio dell’intera categoria – dichiara – davanti a calcoli che si basano su un modello assistenziale applicato in Lombardia nel lontano 1998. È di fondamentale importanza aprire un tavolo di confronto», osserva Castellan. «Con duemila infermieri in meno nella nostra provincia, quando ne servirebbero invece mille in più, il servizio non potrà che subire una grave penalizzazione». Castellan prevede un futuro a tinte fosche: «Avremo in una sola corsia – afferma il presidente – trenta pazienti con due soli infermieri. Sarà pressoché impossibile mantenere gli attuali livelli di assistenza. Noi sosteniamo che occorre ridefinire l’intero impianto assistenziale, individuare gli obiettivi da raggiungere e i livelli di assistenza da erogare alle persone che accedono al Sistema sanitario regionale. Una corretta valutazione del fabbisogno di personale infermieristico deve tenere conto che un’assistenza infermieristica efficace, qualificata e personalizzata si basa sulla pianificazione delle tipologie d’intervento».

aprile 28, 2011

La dignità dell’infermiere – IPASVI

Ultima giornata del XIV congresso IpasviSanita’, infermieri, basta con stereotipi in tv e al cinemaLa presidente Silvestro: ”L’opinione pubblica ha ancora una percezione inadeguata del ruolo e dell’attivita’ degli infermieri”

Roma, 22 ott. (Adnkronos) – Basta con lo stereotipo dell’infermiere che ‘ciabatta’ in giro per l’ospedale. Basta con l’immagine dell’infermiera sexy, poco vestita e disponibile, protagonista delle commedie erotiche degli anni ’70 e ancora presente sul piccolo e grande schermo. A chiedere il cambiamento dell’immagine di questa professione in tv e al cinema in Italia sono i diretti interessati, durante il XIV congresso della Federazione nazionale dei collegi degli infermieri (Ipasvi), che si chiude oggi al Palalottimatica a Roma.

”In Italia – afferma Annalisa Silvestro, presidente dell’Ipasvi – l’opinione pubblica ha ancora una percezione inadeguata del ruolo e dell’attivita’ degli infermieri. Perche’ sono ancora vivi luoghi comuni difficili da scardinare, nonostante la costante crescita di questa professione. Un certo tipo di produzione cinematografica e televisiva presenta la figura dell’infermiere in modo addirittura offensivo, associandola all’erotismo e al sesso. Neppure la fiction – sottolinea – rende giustizia: i protagonisti della sanita’ continuano a essere i medici, a cui vengono affidati sempre i ruoli di maggior spessore. Gli infermieri invece, nel migliore dei casi, vengono rappresentati come persone dal grande cuore, ma mai come professionisti con responsabilita’ e competenze. Anzi, appaiono frustrati, infelici e pettegoli”.

read more »