Posts tagged ‘neolaureato’

gennaio 2, 2012

Infermiera neolaureata:lavoro cercasi

Infermieri neolaureati seguono il destino di tanti colleghi di altre facoltà. Intervistiamo una ragazza che ci descrive la sua situazione a neanche tre mesi dalla laurea:

–          Ciao. Hai concluso la tua formazione universitaria vero?

–          Sì. Mi son laureata due mesi fa ormai, 101, voto d’uscita.

–          È stato difficile?ci racconti un po’ come funziona la laurea in scienze infermieristiche. Come sa molta gente non è conoscenza che esiste un percorso universitario per gli infermiere e anche se lo sa non ne conosce la struttura.

–          Bene. Allora, per quanto riguarda la parte della laurea, funziona così: dopo aver presentato tutti i documenti utili alla domanda di laurea ci si prepara all’esame di abilitazione, che indicativamente avviene dieci giorni prima dell’apertura della sessione di discussione di tesi. L’esame verte su una serie di piccoli casi clinici, situazioni che puoi incontrare nella realtà sanitaria, sia essa ospedaliera, di pronto intervento o domiciliare. Le domande sono relative alle competenze che un infermiere deve possedere, non solo pratiche, ma anche di ragionamento critico e decisionale. Inutile dire che i casi spaziano su tutti i campi in cui può trovarsi a lavorare questo professionista: area critica, geriatrica, pediatrica, ginecologica,medica, chirurgica ecc.. La preparazione perciò deve essere a 360 gradi. Dopo questo esame che viene corretto in breve tempo, l’iter segue quello di qualsiasi altra facoltà. Ognuno ha la sua data di discussione. Dopo la tesi,ci si iscrive al collegio IPASVI, o almeno io ho fatto così, e si tengono d’occhio i concorsi pubblici e le offerte di lavoro.

–          Con la carenza d questa figura immagino che di posti ne avrai trovati a bizzeffe.

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dicembre 18, 2011

L’infermiera di profumeria.

Parto dal principio quando alla fine del liceo ho dovuto scegliere che facoltà intraprendere:

non ero una di quelle che va dicendo: “fare l’infermiera è sempre stato il mio sogno…”. A 19 anni non sapevo cosa volevo fare nella vita come non lo so bene ora.

Ero però sicura di due cose: numero A: dopo l’università volevo un lavoro sicuro e B: volevo lavorare con le persone e per le persone.

Già con il numero A avevo escluso il 90% dei corsi di laurea… inutile elencare tutte le facoltà italiane che sfornano ogni semestre montagne di laureati destinati a diventare commessi, operai e nella migliore delle ipotesi precari. Le materie umanistiche son sempre state la mia grande passione, ma studiare “per la gloria” non mi andava. Eliminate poi le varie ingegnerie, architetture che prevedono un futuro dietro una scrivania al computer (e un sacco di esami di matematica)… eccola lì. Rimane Medicina e Chirurgia!

Dopo una seconda attenta scrematura fatta valutando la mia indole mi son decisa: INFERMIERISTICA!

Poi si sa… gli infermieri non fanno nemmeno in tempo a laurearsi che trovano subito lavoro! Conoscevo tanti ragazzi che si erano laureati in infermieristica e dopo qualche settimana avevano già un contratto! C’è scritto anche nel libretto per l’Orientamento allo Studio: “Nelle strutture sanitarie per l’infermiere si prevedono buone prospettive di impiego”.

Avrei dovuto rinunciare a fare carriera, è vero…se sei infermiere resti infermiere, anche se ti specializzi e diventi esperto il tuo lavoro rimane sempre lo stesso e lo stipendio pure. Ma in cambio avrei avuto un lavoro sicuro, una divisa bianca e l’odore di disinfettante degli ospedali che mi ha sempre ammaliato…e persone che mi emozionano.

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