Posts tagged ‘veneto’

settembre 18, 2011

23 Settembre – Venetonight

Quando: Venerdì 23 settembre dalle ore 17.00

Dove:Padova

Cosa:

Anche quest’anno la Commissione Europea promuove la Notte Europea dei Ricercatori, un evento che dal 2005 fa incontrare i ricercatori con il grande pubblico in differenti città d’Europa in una stessa data di fine estate. La Notte, fissata per il prossimo 23 settembre, sarà un’occasione  per avvicinare i cittadini al mondo della ricerca, per aprire uno spazio di incontro e dialogo e per sensibilizzare i giovani alla carriera scientifica.

Anche i ricercatori dell’Università di Padova incontreranno il grande pubblico nel cuore della città, dove animeranno la serata a partire dalle 17.00  e fino a mezzanotte. Sono previsti laboratori, mini-conferenze, esperimenti e giochi per bambini, spettacoli di teatro, danza e concerti jazz. Inoltre alle 18.00 da Palazzo Bo partirà una caccia al tesoro con il bluetooth e durante l’intero arco della serata sarà possibile, guidati dai ricercatori e su appuntamento, visitare  l’Orto Botanico, il Musei di Geologia, Paleontologia e Mineralogia, e quello di Scienze Archeologiche,

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settembre 14, 2011

TGR Veneto 13/09/2011- Troppi Infermieri in Veneto.. o no?

Ecco il link del TgR Veneto del 13/09/2011: all’interno il servizio sui presunti tagli agli infermieri con il commento dell’assessore regionale alla Sanità Coletto.

TgR veneto 13/09/2011

settembre 12, 2011

La Regione: troppi infermieri duemila posti sono a rischio – Il mattino di Padova

La sanità padovana da anni piange la carenza cronica di infermieri, tanto che i neolaureati non fanno nemmeno in tempo a discutere la tesi che già sono cooptati nelle corsie degli ospedali. Secondo i calcoli delle aziende sanitarie, oggi ne mancano all’appello almeno un migliaio. Eppure uno studio della Regione Veneto sostiene che, in città, ci sia un esubero di questa figura professionale che supera addirittura le duemila unità. Un esempio? Se oggi in un reparto di Medicina con trenta posti letto lavorano 14 infermieri, per Palazzo Balbi ne potrebbero essere sufficienti solo 11. «Qualora fossero applicati, questi standard comporterebbero una riduzione fino al 25 per cento degli organici attuali», attacca Fabio Castellan, presidente dell’Ordine degli infermieri della Provincia di Padova. «Se le aziende saranno costrette ad applicare il modello lombardo, non solo si dovrà provvedere a mettere in mobilità il personale in esubero, magari verso altre regioni che stanno potenziando l’assistenza infermieristica, ma si verificherà anche un taglio netto all’assistenza nelle corsie degli ospedali. Sarà il malato a pagarne le conseguenze: non gli resterà che ricorrere agli infermieri a pagamento». L’Ordine degli infermieri è già sceso sul piede di guerra: «È incredibile come di fronte a un piano socio sanitario nuovo di zecca si vogliano utilizzare vecchi parametri per calcolare il fabbisogno di personale infermieristico. Esprimo il disagio dell’intera categoria – dichiara – davanti a calcoli che si basano su un modello assistenziale applicato in Lombardia nel lontano 1998. È di fondamentale importanza aprire un tavolo di confronto», osserva Castellan. «Con duemila infermieri in meno nella nostra provincia, quando ne servirebbero invece mille in più, il servizio non potrà che subire una grave penalizzazione». Castellan prevede un futuro a tinte fosche: «Avremo in una sola corsia – afferma il presidente – trenta pazienti con due soli infermieri. Sarà pressoché impossibile mantenere gli attuali livelli di assistenza. Noi sosteniamo che occorre ridefinire l’intero impianto assistenziale, individuare gli obiettivi da raggiungere e i livelli di assistenza da erogare alle persone che accedono al Sistema sanitario regionale. Una corretta valutazione del fabbisogno di personale infermieristico deve tenere conto che un’assistenza infermieristica efficace, qualificata e personalizzata si basa sulla pianificazione delle tipologie d’intervento».